Il post precedente era per tranquillizzare subito i lettori preoccupati per la sorte di dottorando M.: è vivo, sta bene (la sua macchina un po' meno, ma ne parlerò dopo), era fuori a cena e aveva lasciato messenger aperto. Lieto fine, insomma.
Il mio problema più grande è che sono perennemente in anticipo, e il 90% delle persone che conosco perennemente in ritardo. Quindi ieri mattina ho aspettato per un'ora dottorando M. al punto di ritrovo convenuto, tra le 11 e mezzogiorno, sotto un sole cocente e nell'unico parcheggio senza un albero, neanche striminzito. Sedermi in macchina e accendere il condizionatore? No, che se poi mi si scarica la batteria... a un certo punto ho spento anche la radio, ma quello perchè sono allergica a Platinette e non la/lo sopportavo più. Credo di avere contato tutti i fili d'erba del parcheggio, oltretutto in una zona remota senza un'edicola/bar/altroluogodisvago nel raggio di un km.
Alle 11.45 telefona dottorando M.: "Sei già arrivata?"
Cri: "Da tre quarti d'ora"
Dottorando M.: "Sto arrivando"
Eufemismo per dire: "Sto partendo adesso"
Infatti arriva alle 12.05, chiedendomi scusa per la solita disorganizzazione degli occupanti del laboratorio.
Partiamo, ci infiliamo nelle gallerie, ci diciamo quanto è bella la superstrada a mezzogiorno che non c'è in giro nessuno. Un attimo dopo ci si piazza davanti un camion che va a 30 all'ora: galleria, e quindi divieto di sorpasso, dobbiamo stargli dietro all'infinito.
Arrivati al ridente paesello montano dobbiamo cercare la strada laterale che porta a casa del prof. Su una pendenza del 20% (boh, in realtà non so quant'era, cmq tantissimo in salita), cominciamo a guardare tutte le strade laterali: questa no, questa no, questa no. No, questa è proprio un sentiero nel bosco, non può essere... però strano, si sente profumo di carne alla griglia... ovviamente era proprio quella. Neanche una sterrata, un vero e proprio sentiero nel bosco. Qualcuno lascia la macchina indietro e si incammina, noi facciamo gli splendidi e proseguiamo fino alla casa. Non con un fuoristrada, con una povera Yaris che grida vendetta ad ogni scossone.
Il resto è una bellissima grigliata in mezzo al bosco, con ogni ben di dio da mangiare (e la mia relatrice è vegetariana, povera...), soprattutto quantità industriali di cipolle grigliate. Tanta pappa e tanto vino.
Infatti, l'immagine di questa splendida grigliata che non dimenticherò mai è un coro di 20 persone tra tesisti, dottorandi, ricercatori e stimati professori che intonano a squarciagola:
"Nel boschetto della mia fantasia..."
